| E' di scena il minilab (da Foto-Notiziario n. 14 del 22 aprile 2004) | ||
Il Photoshow 2004 di Roma ha immediatamente dato loccasione al mercato fotografico di valutare sul campo tutte le novità introdotte al PMA di Las Vegas, dove si è visto la definitiva affermazione delle attrezzature digitali e del nuovo corso che riguarda i chioschi fotografici. Il digitale, essendo per sua natura informatico, è simbolo di automazione, e dunque della possibilità, da parte dellutente finale, di usufruire di sistemi self service, soprattutto per quanto riguarda operazioni standard come stampa immediata in piccolo formato e riversamento delle memory card su CD. A fronte di ciò, lofferta differenziata di servizio diviene sempre più un importante motore di business per il fotonegozio. Differenti, ma tutti comunque collegati fra loro, i fattori che entrano in gioco: fotocamere digitali e telefonini che convergono in un apparecchio unico (o quasi), le tecnologie wireless, le reflex (digitali) a ottiche intercambiabili prodromo della rinascita del fotoamatore; Internet e soprattutto la banda larga, ovvero la possibilità di spedire più informazioni multimediali in minor tempo e costo; la stampa da file digitale. Tutti tentativi per indurre comunque il consumatore a stampare, interrompendo la tendenza, al momento piuttosto diffusa, che porta a trattare limmagine catturata digitalmente come un prodotto usa-e-getta: si scatta, si guarda, si cancella. Scendendo di uno scalino nella visione generale, sul fronte del photofinishing dobbiamo registrare diversi nuovi fattori: in prima istanza, a parte qualcuno, la stragrande maggioranza dei nuovi minilab sono macchine da circa 500 stampe/ora, segno da parte delle case della volontà di offrire macchine compatte full-digital complete anche di sviluppatrice film, a un costo accessibile e con performance adeguate a piccole realtà locali. I minilab ultimi sono realizzati e ingegnerizzati per la connessione ai nuovi terminali e chioschi, visti addirittura come consolle principale o come consolle secondaria del minilab medesimo, in modo da espandere la possibilità di raccolta degli ordini di stampa e di aumentare e fluidificare i flussi operativi in una gestione mista analogico/digitale. In seconda battuta la tendenza alla stampa on site, con lavvento di nuove printer termiche integrate direttamente sui chioschi e costi di gestione quasi dimezzati.Ultima e non trascurabile nota interessante, la nuova produzione di stampanti a inchiostro, anche in ambito professionale, dalle performance enormemente potenziate: i calamai inkjet sono aumentati in numero, tonalità di colore e capacità; le carte sono più performanti e danno migliori risultati sia a livello ottico che tattile e anche in questo caso stiamo assistendo ad un abbassamento globale dei costi di gestione. Tutto ciò, ed è comprensibile, può suscitare apprensione agli operatori tradizionali che possiedono attività commerciali basate soprattutto sul più tipico servizio di sviluppo e stampa, ma è nostra convinzione che questa nuova era tecnologica vada vista non come una minaccia ma bensì come una preziosa opportunità: è loccasione per espandersi, per offrire al consumatore nuove possibilità di usufruire di servizi e lavorazioni. Infine non dimentichiamo che esiste un fattore decisivo che gioca a favore del trade: la cronica mancanza di tempo che affligge il consumatore moderno,e che rende difficile il potersi dedicare alla stampa casalinga delle fotografie. Vediamo ora le novità esposte al Photoshow 2004 dedicate al settore photofinishing. |
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