| Il Photoshow delle contraddizioni (da Foto-Notiziario n. 12 dell'8 aprile 2005) | ||
Anche ledizione 2005 del Photoshow è stato lo specchio fedele del mercato imaging italiano. Nel bene e nel male il Salone fotografa (è proprio il caso di dirlo) la situazione del nostro settore mettendo in evidenzia pubbliche virtù e vizi privati e questanno, più che mai, è stato il Photoshow delle contraddizioni: da un lato una fiera ben organizzata con un trend crescente per quanto riguarda laffluenza (51.176 visitatori contro i 50.563 del precedente appuntamento milanese del 2003) nonostante i contrattempi metereologici; dallaltro un sommesso malumore di molti espositori che lamentano per tutti gli eventi fieristici una ormai non più dissimulabile incapacità di impatto sul pubblico.Il problema è che se in linea di principio non possiamo certo smentire i detrattori, i risultati della manifestazione, le valutazioni della società organizzatrice e i pareri di molti autorevoli rappresentanti di importanti aziende paiono andare invece nella direzione opposta, ovvero in quella di una moderata, ma convinta soddisfazione. Come scoprire chi ha ragione? Impossibile! Perché probabilmente hanno ragione tutti e siamo arrivati ormai al punto di non ritorno per la faticosa e pluridecennale controversia che porta in primo piano le due anime sempre più divergenti del mercato fotografico, quella consumer e quella professionale. In effetti la pesante defezione di una parte sostanziosa degli storici espositori del comparto professionale doveva suonare come un campanello dallarme già prima dellinaugurazione del Photoshow. E non è finita qui, perché anche diverse aziende che dedicano i loro prodotti principalmente al mondo consumer soffrono oggi di una, per così dire, crisi didentità che le porta a trasmettere messaggi confusi non solo al pubblico, ma anche ai loro partner e addirittura ai loro stessi collaboratori. Insomma, in conclusione, per ottenere buoni risultati su un palcoscenico impegnativo come quello di una grande fiera essenzialmente bisogna avere qualcosa da dire, sapere come dirlo e usare il tono di voce giusto. Pur rimanendo assolutamente convinti che un evento di caratura sia indispensabile per un mercato vivace e ricco di prodotti allavanguardia come il nostro, concordiamo con la fazione degli scontenti sul fatto che le fiere tradizionali con stand asettici e prodotti nelle vetrinette hanno probabilmente fatto il loro tempo. Oggi se si vogliono attirare vere folle di visitatori e soprattutto raggiungere utenti diversi da quelli consolidati e affascinarli (una delle rimostranze più diffuse era infatti legata al fatto che i visitatori presenti facevano parte di quelluniverso di potenziali clienti già conosciuti), bisogna offrire grandi eventi totalmente ripensati, magari imperniati su un fulcro centrale che funge da occasione catalizzatrice e da cui vengono declinate le potenziali applicazioni dei prodotti proposti dai vari espositori. Eventi durante i quali i visitatori possono davvero provare lemozione della fotografia in tutti i suoi poliedrici aspetti e utilizzare molte delle novità presentate (il Motor Show insegna). E non serve nascondersi dietro il dito del budget, perché se ci sono contenuti e idee originali possono bastare anche investimenti non stratosferici per avere un buon impatto. E la parola alla Publifiere «Photoshow 2005 si è chiuso con risultati in termini sostanziali e numerici positivi sottolinea Fabio Ustignani, responsabile della Publifiere, la società che da molti anni cura lorganizzazione della fiera per conto dellAIF - anche per la presenza di nuovi settori che sempre più interagiscono con quello della fotografia. Photoshow, tra le manifestazioni fieristiche di tecnologia, non ha mai avuto flessioni e i numeri di questa edizione confermano che è una fiera in continua crescita. I dati rilevati sottolineano un numero di presenze in linea con ledizione 2003, ma a nostro avviso, in base a contatti e verifiche con una buona parte di espositori, si è registrato un afflusso qualitativo più soddisfacente. Specialmente nelle giornate di sabato e lunedì si è registrata unaffluenza ottima, e forse senza linconveniente meteorologico neve, anche per venerdì era lecito aspettarsi buoni risultati. Photoshow è ormai un appuntamento importante per il mercato e soprattutto in momenti economici difficoltosi, una fiera come Photoshow è un forte segnale di sostegno da parte delle aziende verso la propria clientela. Crediamo che il Photoshow, con le molteplici attività che da esso si sviluppano per un anno intero, sia da considerare come valido strumento per la diffusione della cultura fotografica in Italia. Se sono da giustificare alcuni inconvenienti occorsi durante la fase dallestimento causati dal mal tempo di giovedì, abbiamo notato un miglioramento dei servizi di logistica relativi al quartiere fieristico. Esistono ancora alcune procedure legate al ritiro dei pass di mobilitazione che potrebbero essere migliorate e in relazione a ciò Fiera Milano Spa è già stata informata. Relativamente alla disposizione delle aziende nei due padiglioni abbiamo raccolto da più parti pareri favorevoli e ampiamente positivi. Sono stati i giudizi relativi allimmagine dei vari stand e della mostra più in generale. Anche i servizi possono essere in generale ritenuti soddisfacenti. La reception, con dieci punti di registrazione per operatori e sei per il pubblico ha risolto il problema delle file, specialmente nelle giornate di sabato e domenica. Non dimentichiamo poi i quattro eventi centrali, oltre a tutti quelli presentati direttamente dalle aziende, che hanno raccolto giudizi favorevoli e interessato la più ampia parte di visitatori. Circo e magia, levento presentato in collaborazione con Nokia, dai numerosi spunti fotografabili, ci ha permesso di ospitare due dirette di Raidue con il programma Quelli che il Calcio. Liniziativa elegante e suggestiva preparata insieme alla Fondazione Pantani, ha suscitato linteresse di molti soprattutto in fase di lancio di manifestazione, ed è stato un argomento molto ripreso dai media, anche perché si svolgeva in concomitanza con il primo anniversario della morte del campione. Levento forse più apprezzato dal pubblico è stata la mostra delle immagini dei vari reparti di Polizia scattate da Oliviero Toscani, che ha anche presenziato in occasione dellinaugurazione. Infine non dimentichiamo il set fotografico 007 Modelle e auto, un binomio ideale e ricorrente per la gioia di numerosi amatori e appassionati, e le mostre fotografiche con le immagini glamour di Giovanni Cozzi, una mostra che diventerà itinerante con il patrocinio di Photoshow. Una citazione infine merita la Borsa Antiquariato Fotografico che nonostante fosse collocata addirittura in un padiglione diverso rispetto al centro della manifestazione, ha comunque riscosso un ottimo successo in termini di affluenza di pubblico e di appassionati e si è rivelata per gli espositori un importante e profittevole momento di business. Dal futuro di Photoshow ci aspettiamo una fiera sempre più ricca di opportunità per le nostre aziende e per il mercato della fotografia in generale e un evento che rappresenti tutti i settori tecnologici ad esso affini - conclude Fabio Ustignani - Le aziende di telecomunicazione e informatica si dimostrano sempre più interessate e attende a un mondo in costante sviluppo. Riteniamo che Photoshow abbia il compito di ampliarsi, offrendo tutto ciò che vi è di meglio e di nuovo in un settore in cui lo spettro dellacquisizione di tecnologie è in continua espansione».Nella foto, Piero e Fabio Ustignani, titolari della Publifiere |
||