| Poco professionale al Photoshow 2005 (da Foto-Notiziario n. 13 del 15 aprile 2005) | ||||||
Sono stati tanti i visitatori che hanno affollato i padiglioni del Photoshow 2005, molti appassionati di fotografia, ma anche professionisti che sono rimasti sorpresi e delusi per lapparente tono minore della manifestazione e per le numerose assenze delle aziende specializzate in materiali professionali. Non solo non cera labituale concentrazione di stand delle aziende distributrici da sempre legate alla vita quotidiana degli studi fotografici, ma alcune di quelle presenti apparivano quasi svogliate e non avevano lattesa visibilità.Origliando (non si dovrebbe ma...) le conversazioni dei visitatori si ascoltavano considerazioni a volte banali, ma forse inevitabili: il settore professionale è veramente così crisi?, forse la manifestazione è sbagliata e non è adatta alle esigenze dei professionisti?, i fotografi sono in un momento così critico da non meritare più le attenzioni delle aziende?. Se si esamina la situazione senza voler essere inutilmente allarmisti, ma anche senza un controproducente paraocchi, rispondere con certezza a questi interrogativi è complesso perché nascono da problemi molto diversi fra loro. Vale però la pena cercare di fare un po di chiarezza, anche anche alla luce delle risposte avute al termine del Photoshow dai vari espositori. Partiamo dai fotografi: non cè dubbio che in genere non stanno attraversando un periodo eccezionale. Almeno per le imprese più piccole è abbastanza difficile che le cose cambino in breve tempo, non tanto per il calo delle richieste di lavoro, che pure è presente, quanto per limpossibilità di farsi pagare adeguatamente. Il che significa in maniera giustamente remunerativa, così da poter investire su sé stessi e difendere la propria professionalità in un mercato competitivo in maniera malsana. Se a questo si aggiunge lesigenza di aggiornamento tecnico e tecnologico data dal passaggio ai flussi operativi digitali, e il fatto di dover ragionare necessariamente con tempi di ammortamento delle attrezzature ben diversi da quelli cui erano abituati nei decenni passati, è facile rendersi conto delle difficoltà cui vanno incontro tanti operatori. Tra i fotografi e le imprese fotografiche di minori dimensioni (che formavano il terreno più fertile per le aziende distributrici) ormai, a causa delle prospettive di profitto non certo rosee, è diffusa una propensione alla spesa decisamente scarsa, con investimenti mirati e soprattutto davvero limitati per quanto riguarda la strumentazione non strettamente essenziale.
|
||||||