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Ho mille ricordi di Luciano Scattolin, e sono tutti dei bei ricordi. Il primo colloquio di lavoro fatto un freddissimo pomeriggio di gennaio di quasi sedici anni fa; dopo tre minuti avevo già deciso per il si. Lultimo nostro colloquio al telefono pochi giorni prima che ci lasciasse; si parlava di lavoro e mi diede unidea come quelle che di solito aveva in questi casi: era illuminata, logica, lucida. Lui se naccorse e mi disse Ernesto, cè sempre il capo. Cera! Eccome se cera! E cè sempre stato, sereno, elegante nei modi, buono danimo. Andavo spesso nel suo ufficio, facevo tre passi, il mio ufficio è di fronte al suo, cera sempre qualcosa da decidere. E le decisioni erano sempre equilibrate, giuste, di petto, non cerano mai ombre, amarezze. Tutti i nostri clienti sono uguali, mi diceva. Anche in casi particolari non lho mai visto arrabbiato. Anzi, non è vero. Si arrabbiava, eccome! Ma solo sui campi da tennis, passione che ci accomunava (si mormorava mi avesse assunto solo per questo), ma non era rabbia, era grinta! Non mollava mai, odiava perdere un punto perché sapeva quanta fatica si faceva a conquistarlo. Era sempre a rete ad attaccare
nello sport come nella vita.
Ho mille ricordi di Luciano Scattolin, tutti belli! Sono stato fortunato a lavorare con lui! Addio Signor Scattolin. Ernesto Lombardo |
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