Dover commemorare una persona che si è frequentata per tanti anni è molto difficile, per ragioni affettive e perché si rischia sempre di essere troppo formali, pur senza volerlo. Quando poi si tratta di ricordare un amico farlo è ancora più triste. Meglio parlarne come fosse ancora tra noi, ricordando fatti e avvenimenti legati al normale svolgimento dell’esistenza.
        Per esempio prove di grande professionalità come il tatto che ha consentito a Luciano di continuare al meglio i rapporti con la clientela instaurati dal suo predecessore Carlo Arduin, fondatore di Foto-Notiziario, e le soluzioni inventate e gestite negli anni per adeguare l’attività dell’azienda alle varie esigenze di un mercato editoriale e pubblicitario in continua evoluzione.
        Ma preferisco parlare dell’amico come dell’appassionato sportivo che mi ha fatto conoscere la bellezza del volo a vela tra le montagne e che è stato sempre legato allo sci e soprattutto al tennis, attività che ha praticato sino agli ultimi tempi concessigli da una malattia affrontata con l’approccio giusto, concreto e sereno, ma anche senza illusioni.
        Ne parlavamo abbastanza spesso, ma brevemente, uniti dalla situazione comune, senza lasciare però che essa influenzasse più di tanto la “normalità” della nostra esistenza. Così concludevamo invariabilmente con la frase: “Tutto bene finché ci si vede”. E non riesco ancora a rendermi conto che non ti troverò più alla scrivania, dietro al computer.

Bruno Palazzi