| Maurizio Rebuzzini, il suo libro e le presentazioni | ||
Di fotografia si deve anche parlare. In questi ultimi mesi lo ha fatto, tra l’altro, Maurizio Rebuzzini presentando il suo ultimo libro, “1839-2009. Dalla Relazione di Macedonio Melloni alla svolta di Akio Morita”, con sottotitolo “Come dire, dal dagherrotipo all’acquisizione digitale di immagini. E consecuzioni”. Un titolo molto lungo per un libro che, invece, si legge con piacere, a patto, come dice Maurizio, di non leggere come prima cosa la relazione di Macedonio Melloni. Si sa: in 170 anni il modo di scrivere è molto cambiato. Ed è cambiato anche il modo di scrivere con la luce, ovvero la fotografia.Dopo l’annuncio dell’invenzione, Maurizio identifica altre tappe fondamentali. Sono rappresentate dalla Box Kodak di George Eastman (1888), grazie alla quale la fotografia esce da una élite ristretta per diventare alla portata di tutti; la Leica di Oskar Barnack (1913-1925), che segna l’inizio dell’istantanea e del fotogiornalismo; la fotografia a sviluppo immediato di Edwin H. Land (polaroid, 1947 e 1948), che rende l’immagine di fruizione immediata. Infine, l’acquisizione digitale di immagini, avviata da Akio Morita, presidente Sony (1981), «dalla quale è partita la rivoluzione forse più sconvolgente di tutto il percorso fotografico». Ma, al di là di queste annotazioni, che si possono considerare storiche, il libro considera l’influenza che la fotografia ha avuto sulla società, sul modo di vivere, di conoscere gli avvenimenti e scoprire il mondo. Ai lati del testo scorrono le foto, tantissime (263), che permettono di riflettere su tutti gli aspetti della fotografia: è un fatto tecnico, ma non solo, per le tante influenze sulla vita di tutti e di tutti i giorni, toccando cronaca, storia, letteratura, cinema, gossip. E, dal momento che la fotografia tocca ormai la vita di tutti - e il libro questo lo vuol ben evidenziare - alcune foto raccontano dei momenti di vita dello stesso autore, che per primo sa di doversi mettere in gioco. Tutto questo corrisponde a Maurizio e si è colto anche durante le presentazioni del libro. Abituato a parlare a un pubblico di non esperti (e facile a distrarsi, come quello degli studenti), grazie alla docenza di Storia della Fotografia alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Brescia, Maurizio sa catturare l’attenzione, offrendo una visione personale che lega tecnologia e immagini ai nostri costumi e alla storia dell’umanità. Durante le lezioni tratta i vari temi con dovizia di immagini, annotazioni serie e altre più leggere. In attesa di altre presentazioni non resta che leggere o almeno guardare il libro. 8/07/10 |
||