Le nuove compatte Olympus
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Grazie alla divisione in vari rami, realizzata quattro anni fa, ora Olympus ha le risorse necessarie per investire in tecnologia. E ora quello delle fotocamere digitali è un settore interessante. È stato verificato che in tutto il mondo ora si comprano più fotocamere digitali di quante analogiche non si siano vendute finora. A questo più forte desiderio di avere una fotocamera - digitale, naturalmente - Olympus intende rispondere conservando (e incrementando) le posizioni che la vedono tra i primi quattro marchi, che detengono il 47,6 per cento del mercato delle compatte per quanto riguarda i quantitativi. Attualmente le compatte rappresentano il 40 per cento del fatturato Olympus, ma entro 5 anni le previsioni puntano a raggiungere il 30% per le reflex, il 40 per le compatte e il 30 per altri prodotti digitali.Logico dunque che la gamma attuale delle digitali Olympus preveda nuovi modelli. La linea di punta µ, con modelli impermeabili, dotati di tecnologia Brigh Capture per riprese in condizioni di luce scarsissima, semplici da usare e con monitor ampi, prevede 5 nuovi modelli. Le µ740 e 750 (rispettivamente in 4 e 2 colori e quest’ultima con stabilizzatore) hanno 7,1 megapixel, zoom 5x, custodia subacquea per fotografare a 40 metri di profondità. La µ730, più squadrata per ospitare un monitor da 3 pollici, ha tasti retroilluminati e permette varie correzioni in editing. Quest’ultima caratteristica è presente anche sulla µ1000 da 10 megapixel, con corpo in acciaio inossidabile, stabilizzatore, possibilità di arrivare a 6400 Iso. Subacquea fino a 5 metri è invece la µ725SW (comunque scafandrabile per raggiungere maggiori profondità), infrangibile, disponibile in 3 colori. Altri modelli sono la SP510 con zoom 10x per chi cerca soluzioni più versatili. All’opposto, per chi inizia, sono 4 modelli con stabilizzatore digitale. Tra questi la FE 190 con 18,5 mm di spessore, la FE200 con zoom 5x, che parte da un grandangolo 28 mm. Nel mondo delle reflex, la E400, formato Quattro Terzi, di dimensioni ridotte, di cui abbiamo parlato sul precedente numero in queste stesse pagine. 08/10/06 |
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