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EDITORIALE
Il “terrorismo mediatico” danneggia più della crisi reale: nessun crollo dei consumi natalizi La a parola che più ha caratterizzato l’ambito economico nel 2008 è stata “crisi”: le vendite hanno segnato una contrazione in tutte le aree merceologiche e in modo particolare nei mesi di ottobre e novembre si è registrato un notevole rallentamento ma, come prevedibile, la situazione è andata però a migliorare nel periodo natalizio (il Natale ha fatto segnare per accessori moda +2%, gastronomia +5%, Gdo/Gds +4,6% e ristorazione solo -1%). Inoltre il comparto imaging è quello che ha registrato risultati positivi al di sopra della media generale, anche se non ci si può certo lasciare andare a grandi euforie e molto si deve fare ancora per migliorare la situazione, questo è un ottimo presupposto per il 2009. «Nel 2008 si è registrata una crescita in termini di unità vendute ma un calo di fatturato» - ha dichiarato Dario Bossi, Presidente di Ascofoto. «La causa principale di questo squilibrio è stato l’abbassamento generale dei prezzi con la conseguente perdita di marginalità. Ciò vuol dire che se prima bastava vendere, ad esempio, cinque prodotti, ora ne sono necessari otto per ottenere lo stesso fatturato positivo. Partendo dal presupposto che la predisposizione all’acquisto del consumatore non è diminuita, ma è semplicemente diventata meno impulsiva e più ponderata, esistono quindi buone opportunità per recuperare profitti sfruttando l’appeal dei prodotti più originali e innovativi. Può aiutare proporre un’offerta diversificata che comprenda anche telefonia, videogames, informatica multimediale e servizi qualitativi al cliente. Un’altro strumento importante per far fronte alla concorrenza e accrescere il fatturato è il “lavoro di gruppo”, unirsi in cooperative per non restare isolati nella propria attività. “Giocando” la partita da soli si rischia di non vincere mai. Un fotonegoziante che vuole rimanere “in gara” deve unirsi con altri colleghi e creare realtà più forti, più resistenti, con più risorse. Non mi stancherò mai di citare esempi virtuosi come Phoxgolem, Photohouse e PhoTop gruppi composti da colleghi che hanno scelto la strada del consorzio e dell’affiliazione commerciale e che oggi lavorano in team sotto un insegna comune, riconoscibile dai clienti come simbolo di professionalità» - conclude Bossi. «Dando uno sguardo invece ai prodotti, difficile per ora prevedere quale sarà l’articolo di punta del 2009, almeno fino al prossimo Pma Trade & Convention Show, che si svolgerà a Las Vegas dal 3 al 5 marzo, e fino al prossimo Photoshow milanese (27-30 marzo FieraCity Milano, ndr.) eventi che saranno importanti “banchi di prova” per le tendenze 2009». Un problema per i commercianti: il diritto di recesso sugli acquisti web Purtroppo spesso i consumatori fanno confusione! Il diritto di recesso si applica secondo quanto regolamentato dal Legislatore solo per gli acquisti effettuati tramite Internet (acquisti a distanza e disciplinati sulla base del D.Lgs 15 gennaio 1992, n. 50 e del D.Lgs 22 maggio 1999, n. 185) e non per i prodotti venduti nei locali commerciali, ovvero i punti di vendita tradizionali. I danni di questa confusione ricadono malauguratamente sui negozianti alle prese con clienti disinformati che chiedono la restituzione della somma pagata per un prodotto da loro ritenuto non soddisfacente. Ricordiamo a tutti i colleghi che il Diritto di Recesso entro otto giorni dall’acquisto non vale per le vendite realizzate in negozio, ma si applica solo alle vendite on-line e alle telepromozioni. Problema simile è quello legato alla restituzione della differenza fra il prezzo pagato da un consumatore e il prezzo più basso disponibile nella medesima area presso altri punti vendita: si tratta di azioni promozionali e non di una norma (fare riferimento a Codice del consumo D.lgs. 206/2005), mentre invece il consumatore ha diritto alla restituzione della somma pagata nel caso il prodotto acquistato non risponda ai requisiti dichiarati o non possieda le caratteristiche descritte al momento della conclusione della transazione. Un primo passo per migliorare gli studi di settore Confcommercio è riuscita a ottenere un primo successo nella direzione del miglioramento della struttura degli Studi di Settore: l’art. 83, comma 19 e art. 33, comma 1 del D.L. 112/2008 prevede dal primo gennaio 2009 che gli studi di settore devono essere elaborati anche su base regionale o comunale, in funzione dell’attuazione del federalismo fiscale e possano essere integrati per tenere conto degli effetti della crisi economica anche sulla base dei dati acquisibili dagli Osservatori regionali e da Istituti di ricerca. Inoltre gli Studi dovrebbero accogliere anche modifiche nell’ambito dei criteri di non congruità e coerenza. (di Marcella Beltrame) Nella foto, lo stand Ascofoto al Photokina Day 2008 CON SIAMO IN UN MERCATO LIBERO, MA LE REGOLE VANNO RISPETTATE Il 2008 si è chiuso registrando risultati positivi e delineando una propensione al consumo “riflessiva”: i clienti sono stati più attenti e hanno effettuato acquisti in maniera cauta e ponderata sia nel canale tradizionale che via web, strumento di vendita realmente efficace se utilizzato nel pieno rispetto delle regole A dispetto di quanto registrato in molte aree merceologiche, come ad esempio quella dell’abbigliamento, delle calzature o dei gioielli, nel 2008 il settore consumer electronics & hi-tech in Italia ha segnato risultati positivi, nonostante la crisi generale e la conseguente tendenza dei consumatori al risparmio. Gli acquisti natalizi hanno confermato poi che il regalo tecnologico è stato tra i preferiti dai consumatori, in linea con una tendenza ormai affermata.Un bilancio del 2008 appena concluso? Dario Bossi: «Direi che l’anno per il comparto imaging si è concluso sotto il segno positivo. Dobbiamo per forza tener conto del clima di crisi che stiamo attraversando, ma, nonostante ciò posso affermare che durante il Natale appena trascorso i prodotti tecnologici sono stati quelli che hanno registrato maggiori successi. Gli articoli più apprezzati sono stati sicuramente i telefonini, i notebook e le fotocamere, sia reflex che compatte». Cosa è cambiato nell’atteggiamento d’acquisto del consumatore? «Quello che è cambiato è il sentimento che sta dietro all’acquisto. Se qualche tempo fa il processo era molto più impulsivo e poco meditato e l’obiettivo del consumatore era quello di possedere l’oggetto più in voga del momento a qualsiasi prezzo, oggi il cliente che entra in un negozio è molto più riflessivo, cauto e attento nelle spese. Ciò non vuol dire che non acquista, ma semplicemente lo fa pensandoci bene e soprattutto in maniera più finalizzata. Ovvero? «Ovvero, il consumatore acquista per sostituire un prodotto vecchio o per soddisfare una necessità concreta e presente: una macchina fotografica prima di un viaggio, una videocamera per riprendere un evento importante, un televisore o un telefonino per sostituire il precedente modello guasto o ormai davvero poco performante». L’acquisto via Internet sta avendo molto successo, soprattutto sotto Natale, perché comodo, pratico e veloce. Cosa ne pensi? «Non ho mai nascosto il mio apprezzamento per l’efficienza dei portali di vendita on-line, ma molto spesso su Internet si spinge il cliente a fare confusione con pubblicità poco chiare. I siti di e-commerce, che oggi detengono una quota tra il 5% e l’8% sulle vendite totali di materiale foto, sono da tempo strumenti utilizzati con efficacia anche da fotonegozianti che vogliono sia vendere sul web prodotti di qualità, in maniera veloce, a clienti dislocati in tutta Italia, sia usufruire di un ulteriore canale pubblicitario. Troppo spesso però, ci sono realtà che promuovono le loro attività commerciali in maniera illegale, offrendo un servizio a un prezzo che non coincide con quello che poi realmente pagherà il cliente, o un prodotto che non presenta le caratteristiche indicate. Anche le operazioni commerciali via web devono sottostare ai regolamenti, così come le televendite e tutte le altre operazioni promo-pubblicitarie…» Qualche esempio? «Le vendite sottocosto, per esempio, possono essere effettuate tre volte all’anno, o in occasione di particolari eventi quali anniversari o aperture di nuovi punti vendita, e devono seguire precise norme come per esempio la dichiarazione del periodo della vendita promozionale e del numero di pezzi in promozione. Ascofoto, in qualità di associazione che tutela i fotonegozianti non tollererà più nessuna forma di irregolarità e di concorrenza scorretta, per questo sta prendendo provvedimenti contro siti web e commercianti che attuano operazioni pubblicitarie ingannevoli e sta portando avanti importanti accordi con aziende di primo piano ottenere una maggiore disciplina all’interno di questo sempre più importante canale di vendita». (di Marcella Beltrame) CI SONO DELLE OPPORTUNITA': SFRUTTIAMOLE Come è andato questo Natale? Ci hanno risposto dei negozianti con caratteristiche molto diverse tra loro. Per il futuro c’è chi sottolinea la necessità di sfruttare le tante opportunità che il settore della fotografia offre L’ appuntamento Un Natale che ha disatteso le aspettative. Nel bene e nel male. Risulta da quanto dicono alcuni fotonegozianti molto diversi tra loro. Ci si poteva aspettare un Natale difficile, in base a quanto successo a fine novembre, fa notare Luigi Rota, che opera a Lecco. Invece è andata meglio del previsto: «I tempi di crisi e incertezza hanno indubbiamente rallentato le vendite rispetto allo stesso periodo del 2007, ma si percepisce comunque, anche da parte dei clienti, una certa serenità nello spendere, in modo particolare per questo genere di prodotti tecnologici. Quindi è stato un Natale discreto, con una buona vendita di fotocamere digitali reflex e compatte, cornici digitali e album, molti accessori, borse, obiettivi, filtri e schede di memoria». Di «una bassissima propensione al consumo» parla invece Luca De Bernardis di Il fuoco della fotografia di Roma e spiega che ha venduto «parecchi pezzi, ma tutti di bassissimo costo e pochi accessori». Per Valter Mascheroni titolare a Somma Lombardo di un negozio di servizio, che vende solo foto, calendari, gadget e fa foto di studio quest’ultima attività ha registrato un incremento del 15% e un’ottima vendita si è avuta sui gadget, ma non ugualmente bene sono andati i calendari e la stampa delle foto, per la quale valuta un calo del 15%.Nelle prossime settimane Luigi Rota intende spingere in particolare la stampa di prodotti personalizzabili, corsi di fotografia, offerte sull’usato e promozioni post-natalizie con sconti su prodotti in giacenza. Siete favorevoli ai saldi anche nei negozi di fotografia? «Sì - risponde Luigi Rota -, in realtà si potrebbero meglio chiamare “vendite promozionali”. Sono favorevole, purché servano a incentivare le vendite anche in periodi che altrimenti sarebbero più tranquilli. Inoltre il nostro tipo di prodotto deve assolutamente avere una rotazione di magazzino molto rapida, per il ridotto margine di ricarico, la veloce diminuzione di prezzi e l’obsolescenza dei prodotti. Questo genere di promozioni possono servire a una più rapida rotazione del magazzino». Luca De Bernardis fa invece notare che «a Roma si lavora con una marginalità dell’8%: come si fa a fare i saldi?». Stimolato a commentare la situazione attuale Luca aggiunge «Sono convinto che si debba lavorare duro per arrivare anche in Italia a una legislazione Nazionale che impedisca alla Gdo di rimanere aperta durante i weekend, altrimenti se ne può dedurre che esiste una volontà politica di sotterrare i negozi di prossimità». Da parte sua Luigi Rota commenta «In fondo ho sempre una visione ottimistica, che non guasta mai! In questi periodi spesso la tentazione può essere quella di frenare con gli investimenti e rallentare le forme pubblicitarie o promozionali, ma penso che tutto ruoti ormai attorno a un sistema ciclico e che quindi anche questi momenti facciano parte della nostra economia. Certo è che ognuno dovrebbe sempre fare un esame di coscienza e valutare sinceramente (periodo buono o cattivo a parte) se ha fatto il massimo per la propria attività. Spesso si sentono pareri discordanti o lamentele sul fatto che si lavora poco, il lavoro è diminuito, la grande distribuzione..., eccetera, ma poche volte si guarda in casa propria e si verifica ciò che poteva essere migliorato o incrementato, magari con servizi o lavori diversi da quelli abitudinari. Proprio per questo ultimo motivo, penso che abbiamo la fortuna di lavorare in un settore di possibilità infinite, che offre tantissime opportunità imprenditoriali e questo può essere solo a nostro favore». (di Valeria Prina) |
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