ASCOFOTO

Corso Venezia, 47/49 - 20121 Milano - Tel. 02/775.02.67 - Fax. 02/775.02.59
     
EDITORIALE

ASCOFOTO CRESCE E SI RADICA NEL TERRITORIO
Negli ultimi mesi abbiamo assistito con grande piacere alla crescita di alcune organizzazioni territoriali di Ascofoto, come la sezione di Pordenone che si sta dimostrando attivissima e composta da colleghi estremamente motivati e dinamici.
A ulteriore testimonianza che l’area nord-est dell’Italia è operosa e impegnata anche sul fronte dello sviluppo della categoria, abbiamo la neo costituita sezione di Vicenza che, seguendo l’esempio di Padova, ha avviato un intenso programma di interventi che si estende a tutte le attività tipiche di Ascofoto, dalla formazione tecnica alla consulenza, dalle riunioni di confronto fra colleghi alla tutela degli associati.
«Il direttivo nazionale dell’Ascofoto non può che essere soddisfatto dell’entusiasmo dimostrato dai colleghi» - sottolinea Dario Bossi, Presidente Nazionale dell’Ascofoto. «Ispirati dall’esperienza di Pordenone e Vicenza ci teniamo a ricordare a tutti i fotonegozianti che hanno voglia di partecipare attivamente alla vita dell’Associazione e di farla crescere nel loro territorio, o addirittura far nascere un ufficio operativo dove non esiste già, possono rivolgersi in qualsiasi momento alle varie Ascom locali, dalle quali troveranno tutte le informazioni e il supporto di cui necessitano». (di Marcella Beltrame)

CARTA DEI DIRITTI E DOVERI DEI FOTOGRAFI GIA' NEL 1861
Già nella seconda metà dell’Ottocento lo Stato Pontificio emanò un editto che regolamentava l’attività del fotografo, per la precisione era il 1861 e, oltre a chiedere ai professionisti di denunciare il proprio nome, cognome, domicilio e l’indirizzo del laboratorio sia al R.mo P.Maestro del S. Palazzo che alla Direzione di Polizia, il decreto imponeva al fotografo alcune regole ben precise da rispettare per poter portare avanti tranquillamente la propria professione. Di particolare importanza era la legge che vietava di fotografare “figure oscene e indecenti” che potevano in qualche modo turbare il senso del pudore dell’epoca: chi infrangeva la legge era destinato a subire pene che andavano dalla confisca della macchina fotografica alla reclusione fino a sei mesi, per arrivare al ritiro della patente d’esercizio, necessaria per svolgere l’attività. Il documento storico ci è stato gentilmente inviato da Aldo Winkler, Ceo di Nital.

AIF, CAMERA DI COMMERCIO E ASCOFOTO INSIEME PER LA TUTELA
DEL CONSUMATORE E DEL FOTONEGOZIANTE
Il Codice del Consumo, decreto legge numero 206 entrato in vigore il 6 settembre 2005, regola la vendita dei beni di consumo e introduce nuovi regimi di garanzia. Questo decreto regolamenta però le vendite a livello generale e, per quanto riguarda il comparto fotografico, è in via di studio un documento ancora più specifico. AIF - Associazione Italiana Foto & Digital Imaging, Ascofoto, in collaborazione con la Camera di Commercio hanno creato un tavolo di discussione che sta lavorando per redigere un vademecum che possa servire da traccia per una regolamentazione dei diritti e doveri di venditori e acquirenti di prodotti foto-video-imaging.
Il “decalogo”, che senza dubbio si ispirerà a quello già esistente per i beni di elettronica di consumo, è in fase di realizzazione ma, probabilmente non sarà pronto prima di un anno. Il documento affronterà questioni come: la garanzia legale e convenzionale; il diritto del consumatore a chiedere indennizzi qualora i beni acquistati non siano conformi all’uso o alla descrizione che ne viene fatta; il diritto del consumatore alla garanzia sui prodotti e così via.

(di Marcella Beltrame)
Il portale di Ascofoto, uno spazio personale sempre più importante
Il sito di Ascofoto, lanciato nel settembre del 2006, sta riscuotendo sempre più successo perché è pratico, veloce e caratterizzato da notevoli potenzialità. Per gli amanti dei numeri, nel 2008 le pagine web visitate nel sito sono state più di 506 mila e 31 mila i visitatori unici con una permanenza media di 4 minuti e mezzo all’interno di www.ascofoto.it. Il vantaggio principale è l’opportunità per i fotonegozianti di crearsi uno spazio web personalizzato all’interno del portale Ascofoto nel quale potranno comunicare le peculiarità della loro attività e pubblicizzarla al pubblico: uno spazio on line personalizzato che potrà essere modificato e arricchito in qualsiasi momento direttamente dal fotonegoziante.
Il fotonegoziante che si associa ad Ascofoto e si registrerà nel portale Ascofoto, oltre a un costante aggiornamento sulle materie specifiche del nostro settore, al supporto legale, alle diverse agevolazioni e ai servizi tipici di un sindacato, riceverà un abbonamento annuale a Foto-Notiziario, sconti sui vari corsi di formazione e la possibilità di partecipare alla vita associativa del Fiof - Fondo Internazionale Orvieto Fotografia.

Il fotolibro, il migliore strumento per stimolare i clienti a stampare
La bellezza di una fotografia stampata su carta è equiparabile a un immagine elettronica? I file digitali sono immediatamente visibili, ma regalano forse le stesse emozioni? La possibilità di fissare su carta un momento della nostra quotidianità e di conservare nel tempo un ricordo sono sempre stati tra i motivi che sono alla base del grande fascino della fotografia. “Ritornare a stampare”, ecco l’indicazione che Ascofoto vuole che i suoi associati trasmettano a tutti i loro clienti. Lo strumento migliore per stimolare il pubblico a stampare le foto è il fotolibro. Per informare al meglio il pubblico sulle caratteristiche di questo emozionante prodotto, durante la scorsa edizione del Photokina Day è stata presentata la nuova campagna istituzionale Ascofoto 2009 che ha per soggetto proprio il fotolibro. I layout dei poster da utilizzare liberamente per le proprie vetrine possono essere scaricati in due differenti formati nell’area riservata del sito di Ascofoto.

Anche le vendite sottocosto hanno una disciplina
Molto spesso si verificano casi in cui realtà commerciali promuovono le loro attività in maniera illegale, offrendo per esempio una serie di prodotti sottocosto con condizioni d’acquisto esageratamente favorevoli per i clienti, senza rispettare la legge che fissa dei limiti in termini di spazio e di durata di questo tipo di offerte. Le vendite sottocosto, infatti, sono disciplinate da una serie di norme che ne limitano l’attuazione: prima di tutto le vendite sottocosto possono essere attivate unicamente dalle realtà che lavorano al dettaglio a contatto con il pubblico. Ne sono quindi escluse le realtà che operano all’ingrosso, in spazi pubblici, tramite spacci interni o mediante apparecchi automatici. È d’obbligo, poi, informare preventivamente (10 giorni prima dell’inizio della vendita sottocosto) il comune nel quale si effettuerà l’operazione promozionale mediante l’invio di una comunicazione scritta nella quale dovranno essere riportate una serie di informazioni riguardo alla promozione che si vuole attuare. Le uniche realtà che possono organizzare una vendita promozionale senza particolari clausole o restrizioni sono, oltre che i commercianti che lavorano con alimenti freschi e deperibili, anche i negozianti che trattano articoli il cui valore commerciale sia particolarmente diminuito a causa di modifiche della tecnologia usata per la loro produzione. In tutti i casi, comunque, il negoziante deve obbligatoriamente informare la clientela del periodo di promozione mediante pubblicità all’interno e all’esterno dello spazio d’esercizio e deve indicare in maniera chiara i prodotti esauriti. La disciplina appena descritta fa parte del decreto del Presidente della Repubblica del 6 aprile 2001, n° 218: “Regolamento recante disciplina delle vendite sottocosto, a norma dell’articolo 15, comma 8, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114”.

MARIO GOVERNA: DOBBIAMO ESSERE CREATIVI E CERCARE SEMPRE IDEE NUOVE
In un momento considerato economicamente difficile Mario Governa si sente ottimista e apre il quarto negozio, puntando soprattutto sui servizi, che il digitale permette di offrire molto più che in passato. Bisogna differenziarsi e il pubblico risponde


«Siate creativi». L’invito viene da Mario Governa, che chiama in causa la fantasia per battere l’attuale momento, con difficoltà per quanto riguarda la stampa 10x15 e crisi economica. Da parte sua Mario Governa ha aperto il quarto negozio, rilevando un punto vendita all’interno del centro commerciale a Paderno Dugnano: «Ho pensato che potevo rilanciarlo, grazie al progetto Take Away (utilizzato per il negozio a Milano, in piazza del Duomo, ndr)».
In un momento considerato economicamente difficile…
«Nel nostro settore ce la caviamo ancora bene. In questo momento tutta questa crisi non la vedo».
Il nuovo sarà impostato come gli altri “Take Away”?
«Sì, perché l’esperienza è risultata positiva. A Gallarate c’è stato un incremento del 60 per cento, anche se il centro commerciale è molto più piccolo di quello di Paderno Dugnano».
Qual è la carta vincente?
«A Gallarate abbiamo ottenuto buoni risultati cambiando il modo di rivolgerci alla gente. Nel nostro settore c’è gente abituata ad avere un bancone, un minilab, prendere il rullino dal cliente, ridargli le stampe e incassare. Molti non hanno voglia di cambiare il modo di lavorare. E invece il digitale offre molte opportunità che un tempo non c’erano. Però non si può più aspettare che ci portino il rullino da stampare: per convincere la gente a venire nel tuo negozio devi offrire qualcosa di diverso. Devi dargli un motivo per utilizzare i file».
Che cosa apprezza la gente in negozio?
«La possibilità di avere più attrezzature per scegliere le foto. Avere più chioschi per stampare le foto. Avere gadget da proporre (un tempo i miei colleghi mi ridevano dietro e oggi tutti li propongono). C’è l’opportunità dei fotolibri: dobbiamo fare in modo che la gente lo associ al fotonegoziante e non si rivolga a Internet o ad altre tipologie di negozio».
Che vantaggi ha il cliente a rivolgersi ai fotonegozianti?
«Il cliente ha fiducia in noi e ci affida i suoi ricordi e noi dobbiamo essere pronti a offrirgli i prodotti che gli interessano. Dare dei prodotti nuovi è il nostro mestiere come fotonegozianti: per me è uno stimolo, un divertimento. E con questo spirito affronto il lavoro nel nuovo negozio. Noi abbiamo vissuto in un’isola felice per vent’anni. Ora, con nuovi canali concorrenti, bisogna proporre, essere combattivi non tanto sul prezzo, ma sull’offerta».
La ricetta per superare la crisi è la fantasia?
«Certamente. In questo nuovo negozio offriremo soprattutto servizi, “vestiti” in un modo nuovo. Ad esempio per gli ingrandimenti, invece di metterli nella cornice a giorno, abbiamo cercato un passepartout, una cornice diversa, un prezzo che comprendeva entrambi i prodotti e i risultati ci sono stati. E ci hanno permesso di differenziarci. Ma anche altri colleghi hanno delle idee interessanti: all’interno dell’Ascofoto ne parliamo. L’importante è non lasciarsi sfuggire questi servizi legati alla stampa, che sono quelli che più rendono. Ma anche vendendo degli apparecchi dobbiamo cercare di colpire l’attenzione del cliente».
Anche per i prodotti è possibile…
«Dobbiamo fare in modo che il prodotto “spacchi”: dobbiamo studiarci qualcosa per catturare l’attenzione del cliente. Dobbiamo colpire l’attenzione anche con l’efficienza, oltre a cortesia e professionalità. Mi chiedo sempre: come cliente che cosa voglio? E sono proprio queste le cose importanti: oggi la gente vuole tutto velocemente».
Insomma, tu stai vivendo il momento con ottimismo. Stai dicendo che ci sono le armi per superare la crisi?
«Natale per noi è andato molto bene. Abbiamo proposto servizi che arrivano al massimo a 39 euro e la gente ha apprezzato la possibilità di far un bel regalo spendendo poco. Lo stesso è avvenuto per san Valentino. Un regalo preso in un altro tipo di negozio, ad esempio un profumo, costa di più. Il nostro è invece un settore anticrisi: con pochi soldi riesci a fare un regalo. La gente magari non acquista la nuova auto, ma non rinuncia a fare un piccolo regalo: io, ad esempio, non ho mai fatto tanti calendari come quest’anno. Abbiamo anche studiato come abbassare il prezzo, rendendo il prodotto ancor più appetibile, ma guadagnando di più. Ad esempio, in Photokina ho preso dei prodotti per gadget pensando che bastassero per due anni e invece li ho già finiti. Certo è diventato tutto più difficile».
Bisogna impegnarsi di più ma ci sono maggiori opportunità…
«Certo: i consumi non possono crescere all’infinito. La gente sta più attenta, ma continua a consumare. E noi dobbiamo continuare a investire per poterci differenziare». (di Valeria Prina)
 
Chiudi