ASCOFOTO

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EDITORIALE

IL MERCATO È VIVO E RICCO
DI OPPORTUNITÀ CHE VANNO SFRUTTATE!


I giornali e i notiziari televisivi italiani spesso invece di informare correttamente sembrano più interessati al “terrorismo mediatico” che, in molti casi, con i fatti reali ha addirittura poco a che fare. Seppur non rosea, la situazione economica attuale e il mercato sono in condizioni meno drammatiche di come vengono descritti dai mass media in vena di sensazionalismi. Per quanto riguarda il nostro settore poi, più che in altri comparti, esistono ottime opportunità che vanno capite e sfruttate e sulle quali tutti gli imprenditori di buona volontà dovrebbero investire tempo e risorse.
Benito Brognieri, responsabile pubbliche relazioni di Ascofoto, è quotidianamente a stretto contatto con i negozianti ed è la persona più indicata per tracciare un quadro delle problematiche dei retailer e fornire qualche importante consiglio.
Un suo parere sulla situazione attuale del mercato imaging?
«Il nostro settore lavora a due velocità: la prima, rapida e trascinante, è quella che tengono coloro che arricchiscono continuamente la propria attività di fotonegoziante con nuovi servizi su misura per il cliente; sono dotati di studio di ripresa e investono costantemente su nuove tecnologie e sull’aggiornamento professionale e non si risparmiano mai macinando ottimi risultati. La seconda velocità è quella lenta e incespicante di quegli imprenditori che ancora non sanno cosa fare del loro futuro, restano alla finestra a guardare e sono timorosi nel prendere decisioni e nell’investire risorse. È la velocità di tutti quei fotonegozianti che si mantengono legati al passato e non vogliono accettare la realtà dei fatti che oggi il mercato fotografico è radicalmente diverso da quello di dieci anni fa».
In che modo bisogna evolversi?
«Dobbiamo essere noi fotonegozianti a rimboccarci le maniche, trovare alternative valide e capire che la vendita è cambiata. Non possiamo aspettare che arrivi la “manna dal cielo” e qualcun altro (le grandi aziende, le confederazioni ecc) si occupi di risolvere i nostri guai. Ascofoto continuerà salda nella sua opera di supporto alla categoria, aiutando giorno dopo giorno tutti i commercianti specializzati che hanno capito che solo grazie a un’offerta basata sul giusto mix di prodotti e servizi si può recuperare marginalità. È importante proporre un assortimento di prodotti molto esteso e diversificato. Di sole macchine fotografiche è difficile vivere oggi e quindi per recuperare la marginalità sono necessari prodotti alternativi come i servizi a valore aggiunto o le lavorazioni “LifeStyle” ad alta tecnologia. Sono necessari nuovi impulsi verso il cliente e investimenti per dotarsi di risorse umane e attrezzature, grazie alle quali si può ridare dinamicità e vigore alle attività. Tutto questo senza dimenticare di valorizzare la professionalità e la propria competenza».
Il portale web di Ascofoto è una delle più efficaci occasioni di visibilità per il socio. Ma è ancora erroneamente sottovalutato...
«Il portale Ascofoto è ancora fortemente sottoutilizzato. Le potenzialità del portale di Ascofoto, all’interno del quale ogni socio ha diritto a una pagina personalizzata con cui comunicare al meglio con i propri clienti, sono enormi. Si tratta del più rapido mezzo di comunicazione attraverso con i nostri soci, nel quale offriamo servizi e diamo informazioni importanti. Il costo della creazione della propria web page è già compreso nella quota d’iscrizione ad Ascofoto e, in più, è completamente detraibile dalle tasse». (di Marcella Beltrame)

Nella foto, Benito Brognieri, responsabile pubbliche relazioni di Ascofoto

UNA NOTIZIA SBAGLIATA PUO' DANNEGGIARE IL MERCATO
Purtroppo ancora una volta i mass media non sono stati gentili con il mercato della fotografia. Forse per disattenzione, forse per mancanza di approfondimenti accurati, forse perché il sensazionalismo in Italia vince sul rigore giornalistico, molti quotidiani e quasi tutti i principali telegiornali hanno dato la notizia del pensionamento della storica pellicola professionale Kodachrome in maniera confusa, tanto che il grande pubblico ha equivocato credendo che venisse interrotta la produzione di tutte le pellicole della “Casa Gialla” (i nomi Kodachrome e Kodacolor in effetti suonano quasi uguali per le orecchie di una persona inesperta di fotografia).
L’effetto sul mercato è stato dirompente: moltissimi fotonegozianti in tutta Italia hanno registrato turbative nel business, che tradizionalmente in questo periodo di vacanze estive ottiene ottimi risultati proprio con la vendita di pellicole. Ricordiamo che in Italia si vendono comunque ancora quasi 10 milioni di rullini 35 mm.
La notizia è che Eastman Kodak Company ha annunciato il ritiro dal commercio del Kodachrome dopo 74 anni di vita e di successi. È stata la prima pellicola a colori di successo al mondo ma oggi rappresenta solo 1% delle vendite totali di Kodak nel settore delle pellicole, di cui continua a essere leader mondiale, sebbene ormai ottenga il 70% dei profitti dal settore digitale. Negli ultimi tre anni Kodak ha lanciato sette nuove pellicole professionali e diverse nuove pellicole cinematografiche.
Ad accelerare il declino della domanda della pellicola Kodachrome ha contribuito anche la carenza di laboratori di sviluppo, a causa della difficoltà di questo processo: unico a trattarla ora è Dwayne’s Photo di Parsons, in Kansas, che continuerà a svilupparla per tutto il 2010.
Ascofoto - Associazione Nazionale Commercianti di Articolo Foto Digital Imaging, Fotografi e MiniLaboratori, esorta le testate giornalistiche quotidiane e periodiche a una maggiore attenzione e ad affrontare al più presto la notizia offrendo al pubblico una comunicazione completa.
Inoltre auspica che tutte le associazioni di categoria del nostro settore e le associazioni dei consumatori divulghino nelle loro sedi competenti e tramiti i canali adeguati l’informazione corretta.

IL COMPARTO IMAGING IN CONTROTENDENZA
I discorsi sul cambiamento che la congiuntura economica negativa ha apportato al mercato globale sono stati ripetuti più volte in questa sede come in ogni notiziario. Ciò che poco viene sottolineato è che il comparto foto-imaging, rispetto ad altre aree merceologiche, ha registrato risultati positivi al di sopra della media generale. In più, non si dice mai che l’instabilità del mercato troveranno senz’altro una “tregua” proprio con l’arrivo dell’estate che, insieme al Natale, rappresenta uno dei periodi più positivi in fatto di vendite.
Agosto, infatti, contrariamente a quello che ritengono i non esperti, è un mese abbastanza vivo, non solo per la vendita delle macchine, ma anche per i vari accessori che, sempre di più, conquistano gli appassionati di fotografia digitale: borse, cavalletti e filtri si sono imposti con successo delineando un trend in continua crescita.

PMA ITALY BY ASCOFOTO IL 9 NOVEMBRE
Ascofoto organizza anche quest’anno la tappa italiana del Pma Europe presso la celebre sede dell’Unione Commercianti in Corso Venezia a Milano, che riproporrà, in una sola giornata la maggior parte delle più interessanti novità lanciate dalla più importanti aziende del nostro mercato. L’evento è una importante occasione per fare il punto sul mercato fotografico, sia a livello di prodotto che a livello di business, e per pianificare gli investimenti dei mesi successivi.
Il giorno programmato per l’evento è il 9 novembre. Si tratta di una data strategica perché permette a fotografi, negozianti e photofinisher di monitorare le tendenze di mercato e di aggiornarsi sulle dinamiche di business in vista del Natale.
Il format scelto per l’edizione 2009 è il medesimo degli anni passati: snello, concentrato, efficace. Si ripeterà il minitrade show, formula di successo che piace agli operatori del mondo fotografico che possono così aggiornarsi in un colpo solo sulle più importanti novità in distribuzione. Tornano anche i numerosi momenti di aggiornamento professionale, i convegni e le tavole rotonde che offrono una valida opportunità di scambio di idee e di esperienze, utili sia per le aziende che per i fotonegozianti.
Di particolare interesse sarà la sessione formativa a cura di GfK Retail and Technology Italia, una delle principali società di ricerche di mercato nel mondo.

STEFANO MESSINA: IL VERO PROBLEMA È LA STAMPA
Con Stefano Messina, titolare di alcuni punti vendita ad Ancona e un negozio in un centro commerciale a Falconara Marittima parliamo di come indurre la gente a stampare. È il vero problema del momento, perché si vende bene l’hardware, ma manca la marginalità


Sembra un’estate di nette contraddizioni. La richiesta da parte del pubblico c’è, ma manca il prodotto, perché le case produttrici, per fronteggiare la crisi, hanno ridotto le linee di produzione. Non solo: nei negozi si sta vivendo un momento favorevole, perché la gente acquista prodotti, rinnova la macchina vecchia, c’è un movimento sull’usato, ma manca la marginalità. E ancora: la gente scatta molte foto e molte ne scatterà anche nelle prossime vacanze, ma poi non le stampa. E non lo fa nemmeno chi non dispone di un computer: la crisi, si dirà, mancano i soldi, ma è logico chiedersi a che cosa serve una foto che non si può vedere e che non si può sfruttare. Di tutto questo ne parliamo con Stefano Messina, titolare di alcuni punti vendita ad Ancona e un negozio in un centro commerciale a Falconara Marittima.
«È un momento favorevolissimo - è il commento di Stefano Messina -. Si vende un po’ di tutto, ma mancano le stampe e questa mancanza non è compensata dalla vendita dell’hardware. Il risultato è che mancano i margini».
Che promozioni hai studiato in vista delle vacanze e successivamente, quando i clienti torneranno con le foto?
«In questo momento siamo soprattutto impegnati nella battaglia del prezzo, con Internet che ci soffoca, le case che stanno producendo meno per cui il prodotto arriva in quantitativi limitati, i volantini della grande distribuzione con prezzi indicati che valgono solo per un giorno e per un numero limitato di quantitativi, ma inducono i clienti a pensare che quello è il prezzo giusto da pagare. Così tutte le nostre energie sono concentrate sui prezzi, piuttosto che su iniziative per i clienti. Quest’anno, come gruppo, abbiamo proposto delle vendite rateizzate a tasso zero e abbiamo studiato la carta fedeltà».
Sono comunque promozioni legate al prezzo...
«Ma è vero che mancano delle iniziative di altro genere. Ho sentito qualche collega che ha studiato delle carte prepagate. Ma il vero problema è indurre la gente a stampare. E addirittura ora le card hanno un prezzo talmente basso (guarda le SD da 2 Gb), che costano quanto un rullino e chi non ha un computer tiene le foto sulle memorie. Le archivia in quelle buste portadia e conserva le foto così».
Non è il momento di far valorizzare le foto, facendo capire che la foto è anche bella da guardare e non basta sapere che c’è?
«C’è chi viene e stampa sul chiosco, ma una gran parte guarda le foto, le ingrandisce, le guarda a lungo, ma poi non le stampa».
Perché sono brutte o per quale motivo?
«Un cliente mi ha fatto notare che con le macchine analogiche si stava attenti prima dello scatto. Con il digitale si scatta senza badare, ma quando si rivedono le foto se ne salvano un paio: le altre sono brutte».
Sono sempre di più però del rullino fatto un tempo...
«Credo che il minor numero di stampe sia anche risultato della crisi. Prima con la fotocamera analogica per vedere le foto dovevi stamparle. C’era gente che tornava dalle vacanze, portava i rullini a stampare e solo dopo portava i bagagli a casa. Adesso non c’è più la curiosità: le foto si stamperanno quando ci saranno più soldi».
E proporre delle abbinate: stampa più cornice o con fotolibro?
«I fotolibri noi li proponiamo: si fanno, ma in numero limitato. La gente non vuole utilizzare i programmi automatici, ma poi non trova il tempo per curare l’impaginazione».
Forse bisogna far capire che la foto dopo lo scatto può essere utilizzata, si può far vedere, può essere un elemento con cui arredare la casa...
«Purtroppo da noi non c’è la cultura di appendere la foto: da noi si appendono i quadri, mentre nei film americani vedi le pareti delle case con foto appese».
Appendere una propria foto ha un costo ben diverso rispetto a un quadro anche brutto. Invece che cosa si sta vendendo in questo momento?
«Un po’ di tutto. Non mi lamento: la gente vuole andare in vacanza con la macchina fotografica. Manca però la stampa e viene a mancare la marginalità». (di Valeria Prina)