Photoshow 2004: presenze e risultati
Il Photoshow 2004 di Roma si è concluso con un risultato molto superiore a qualsiasi aspettativa. Il Salone delle fotografia tradizionale, del digital imaging e del video professionale è stato lo specchio fedele di un mercato che sta cercando nuove verità e giuste direzioni da seguire e che quindi, mai come prima, è attento alle tendenze e alle proposte che le aziende presentano.
Il Photoshow ha segnato un numero record di visitatori, oltre 43.000, dei quali 32.000 operatori professionali e 11.000 tra appassionati e grande pubblico. Risultato che va valutato ancora più positivamente se si tiene conto delle difficoltà logistiche che pubblico e operatori hanno dovuto superare per entrare in Fiera: sabato 20 marzo la Capitale è stata semi-paralizzata dai manifestanti, mentre, praticamente per tutta la giornata, domenica 21 le automobili non potevano circolare a causa del blocco del traffico anti-inquinamento. Abbiamo chiesto un parere sugli esiti di questa edizione del Salone a Dario Bossi, Presidente Nazionale Ascofoto e Consigliere AIF - Associazione Italiana Foto & Digital Imaging che, tornato dal PMA Trade Show di Las Vegas, dopo poche settimane si è spostato a Roma per partecipare al Photoshow.
Foto-Notiziario: Quali sono state le diversità e quali le analogie fra il PMA e il Photoshow?
Dario Bossi: «Sicuramente quest’anno ci sono state più similitudini che differenze fra le due fiere. Entrambe hanno raggiunto risultati record per numero di presenze. Al PMA si sono registrati oltre 31 mila visitatori, una metà americani e l’altra metà internazionali, di questi il 60% erano negozianti e finisher. Al Photoshow abbiamo avuto più di 40 mila presenze e oltre 200 aziende espositrici. Inoltre per la prima volta la manifestazione USA ha goduto di un “look” più curato. L’abituale spartana essenzialità degli stand ha lasciato il posto ad ambienti che, scegliendo uno stile più simile a quello della Photokina, sono stati attentamente studiati per attrarre l’attenzione con piccoli spettacoli e numerosi set dove provare le attrezzature di ripresa. L’unica vera diversità fra i due eventi possiamo dire che si trova nel programma di eventi collaterali all’esposizione merceologica. Infatti i celebri e seguitissimi workshop e seminari promossi dalla PMA, e quest’anno erano 350, quando si è cercato di organizzarli in Italia, hanno sempre incontrato poca fortuna, a causa di abitudini diverse e qualche preconcetto della maggior parte degli operatori di settore nostrani».
F.N.: Qualè stata la novità più interessante nell’organizzazione del PMA e quale nel Photoshow?
D.B.: «Per quanto concerne il PMA senza dubbio l’evento “Touch & Try” all’interno del quale oltre 20 aziende hanno messo a disposizione le loro novità, che venivano date in prova per tre ore a chiunque ne facesse richiesta. Ritengo sia un eccezionale modo per creare appeal fra professionisti e attrezzature e per agevolare davvero la familiarizzazione con tecnologie e prodotto. Per il Photoshow ritengo sia stata l’organizzazione generale, che si è dimostrata funzionale ed efficiente, la ben studiata divisione delle sezioni della fiera e le migliorie ai padiglioni, che seppur piccole sono già un passo avanti in attesa del completamento del nuovo polo fieristico romano».
F.N.: Per quanto riguarda invece i prodotti quali sono state le novità trainanti nel trade show americano?
D.B.: «Senza dubbio i fotochioschi per la stampa self service delle fotografie digitali. Il mercato americano ha puntato la sua attenzione su queste attrezzature che pare incontrino un successo incredibile. Inoltre c’era anche molto interesse per i software legati alle applicazioni fotografiche con la presenza di case di primo piano come Adobe e Microsoft. In effetti il fotonegoziante statunitense all’interno del punto vendita riserva davvero molto spazio all’offerta di programmi per l’elaborazione, il ritocco e la gestione delle immagini digitali. Un’altra particolarità che saltava agli occhi era la forte presenza di prodotti di grande impatto proposti da aziende come Epson, HP, Sony che quest’anno avevano stand davvero grandi. Infine di grande soddisfazione per la nostra industria l’eccellente rappresentanza di apparecchiature italiane di elevato profilo nel settore photofinishing».
F.N.: Quali sono le sue considerazione conclusive sul Photoshow 2004?
D.B.: «Sicuramente posso dire che è stata una delle migliori edizioni del Photoshow in assoluto. E’ stato un evento che ha goduto di una forte visibilità sia sui giornali che in televisione. Inoltre non solo è stato confermato il trend che negli ultimi anni ha posto la nostra fiera di settore in controtendenza rispetto a molti altri eventi espositivi, che hanno invece perso pubblico ed espositori, ma è stata confermata anche la validità dell’alternanza della città ospitante: Roma negli anni pari e Milano in quelli dispari. Il Photoshow ha attirato pubblico numeroso e veramente interessato, operatori da tutta Italia, e non solamente dalle regioni del centro-sud, ha offerto una parata di tecnologie e prodotti davvero di altissimo livello e un programma di mostre fotografiche molto buono e diversificato. Non dimentichiamoci poi che numerose aziende hanno fatto reale business durante la fiera, e questo non accadeva più in maniera così concreta da lungo tempo. Tutti gli espositori si sono impegnati al loro meglio e i risultati si sono visti. Il risultato è stato più che positivo anche per le varie Associazioni di categoria presenti Ascofoto, Assofotolabo, Siaf/CNA, TAU Visual. In particolari all’interno del nostro stand Ascofoto abbiamo accolto moltissimi negozianti che avevano voglia di confrontarsi, di capire di trovare consigli. E questo è in assoluto la prima volte che accade in maniera così vistosa. È importante anche sottolineare che nei tre giorni di fiera abbiamo ricevuto l’iscrizione di diversi nuovi soci. Per noi è un successo stimolante che conferma il risveglio della categoria: in tutto l’anno scorso 90 nuovi negozianti si sono uniti ad Ascofoto, quest’anno solo negli ultimi tre mesi sono già oltre 40. Io nella mia veste di Consigliere AIF da sempre ho sostenuto la validità dell’edizione romana del Photoshow, spesso in aperto disaccordo con diversi espositori. Sono felice che ancora una volta la scelta si sia rivelata invece azzeccata. Credo di poter concludere dicendo che mai come quest’anno il Photoshow è stato un evento che avrebbero dovuto essere visto da tutti gli operatori del nostro settore per cogliere il quadro d’insieme di un mercato che sta cambiando profondamente, ma che ha confermato la sua vivacità e la rinnovata capacità di generare dinamiche vincenti».

L’appuntamento con il Photoshow è a Milano, in Fiera dal 4 al 7 marzo per l’edizione 2005.

Nella foto sotto, da sinistra: Carla Novi, Presidente AIF, Dario Bossi,
Presidente nazionale Ascofoto e Lorenza Zara
Vice Presidente Assofotolabo

• Il Photoshow si conferma una fiera in controtendenza
• Il mercato italiano secondo i dati AIF